Francesco Candussi FUORIdalCAMPO – la rubrica che non parla di basket

“Fuori dal Campo” è la rubrica che dedichiamo alle chiacchierate fatte con i nostri protagonisti Stings della stagione. In questo frangente non vogliamo parlare di pallacanestro, le conversazioni saranno dedicate a conoscere i personaggi, le loro vite e curiosità “fuori dal campo”, appunto!
Oggi, per la prima intervista, abbiamo sbirciato nella quotidianità del ‘Sindaco’ Candussi. Buona lettura!

Ormai oltre che come “Candu” sei conosciuto anche come il “Sindaco”. Perché questo soprannome, quali sono le sue origini?
Non c’è un momento preciso in cui tutto nasce, credo sia apparso in una delle tante cene che abbiamo fatto a Maggio dell’anno scorso a stagione finita; il motivo è principalmente uno: a me piace vivere la quotidianità della città in cui gioco e questo ti porta a conoscere persone, luoghi e usi sconosciuti anche agli stessi mantovani, e quindi questa presa di possesso della città ha portato prima Case, Lollo e poi a ruota gli altri a chiamarmi “sindaco”. Ora aspetto solo la fascia da Palazzi! 

Una cosa che hai trovato solo a Mantova…
I tortelli di zucca e l’insalata alla Stefani. Ogni tanto mi concedo anche io uno sgarro alla dieta da atleta.

Una cosa che invece pensi che manchi a Mantova?
Il mare. Ho sempre giocato in posti dove c’e’ il mare, e per quanto belli, i laghi non possono competere con il mare di Pesaro o Trieste. 

A parte gli allenamenti e gli impegni legati alla pallacanestro, come passi le giornate qui a Mantova? raccontaci la tua giornata tipo.
Non ho una routine fissa. Tra un allenamento e l’altro mi rilasso e riposo; cucino, leggo, gioco alla Play; esco spesso, anche solo per fare la spesa (quasi quotidianamente), una passeggiata, o prendere un caffè con un amico. 

Sei anche studente universitario. Quale facoltà frequenti? Come concili gli studi con il tuo lavoro di atleta professionista?
La dicitura esatta è Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari, all’Università di Trieste. Visti i miei impegni con la pallacanestro non sono per nulla in linea con i canoni e la tempistica di studenti modello. Durante la stagione lo studio passa in secondo piano, mi ritaglio pochissimo spazio per studiare, cosa che invece diventa impiego quotidiano e assiduo nei mesi di Maggio e Giugno, con qualche eccezione anche nei primi giorni di Luglio, alternando il lavoro in palestra all’attività universitaria. Con un mese di tempo per il relax e le vacanze. 

211 cm… com’è la vita vista da lassù? Parlaci degli aspetti positivi e di quelli negativi della vita comune.
Direi che a parte la difficoltà dei viaggi in aereo non si sta poi cosi male. Bisogna convivere con la curiosità della gente, ma non credo sia impossibile farlo. Mi permette di avere un lavoro che mi piace, e questa è la cosa più importante. 

2017-10-13T12:13:47+00:00 13/10/17|